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26 marzo 2023

Maratona Ferroviaria dell'Etruria 2023

PRIMAVERA DELLA MOBILITA’ DOLCE



Programma Maratona Ferroviaria 2023
Da Bologna a Roma, passando per Pistoia, Firenze, Perugia, Spoleto, Orte, Viterbo, su ferrovie locali.
Partenza giovedì 27 aprile e arrivo nella capitale sabato 29 aprile. IX edizione

Giovedì 27 aprile.

Partenza da Bologna alle 12.04 per Porretta Terme, onde consentire ai partecipanti di raggiungere il capoluogo emiliano. Proseguimento alle 13.22 per Pracchia e Pistoia, lungo il tratto più spettacolare della Porrettana. Arrivo a Pistoia alle 14.14. A Pistoia veloce visita all’adiacente Deposito Officina Rotabili Storici

(Fondazione FS e con la guida del TCI). Alle 15.13 si riparte per Firenze. Da Firenze coincidenza alle 16.13, con arrivo a Perugia Fontivegge alle 18.26. Salita in centro storico col MiniMetrò. In serata incontri con Umbria Sviluppo che si occupa di Cammini San Francesco e ciclovie.

Venerdì 28 aprile.

Partenza da Perugia alle 9.53 e arrivo a Spoleto alle 11.23. Qui si svolgerà una presentazione dell’Atlante, seguita dalla visita all’antico capolinea della Spoleto – Norcia, ora trasformata in ciclopista, con Luca Ministrini del MTB Club Spoleto e, per finire, una visita alla metropolitana pedonale sotterranea. Si riparte da Spoleto alle 15.37 per arrivare a Viterbo, via Orte, alle 17.51. È previsto un incontro con Raimondo Chiricozzi, della Ferrovia Orte-Capranica- Civitavecchia.

Sabato 29 aprile.

Si scende a Roma con la linea via Capranica (partenza alle 8.55) del servizio FL3 di Trenitalia nell’ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lazio. Sosta di un’ora ad Anguillara dalle 9.59 alle 10.59, per consegnare il riconoscimento di Stazione ad Alta Valenza Storica Turistica, Ambientale EUROFERR assegnato dall’Association Europeenne des Cheminots (AEC), insieme a UTP, ANFG e CIFI al Sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo e a Stefano Mecali, Presidente dell’Associazione “Terra Tua”. 

A Roma si svolgerà la Premiazione EUROFERR del Polo Museale dei Trasporti Astral di Roma: un museo che racconta la storia sociale di Roma attraverso il trasporto. Seguirà incontro parlare di Tram, di Appia Antica e della trasformazione della Monte Ciocci-San Pietro ex ponte ferroviario in percorso ciclopedonale. Al termine, nel primo pomeriggio, liberi tutti e rientro alle rispettive destinazioni.

Fonti: 

https://www.mobilitadolce.net/maratona-ferroviaria-delletruria/

https://www.mobilitadolce.net/primavera-mobilita-dolce-2023-lento-e-sicuro-e-il-viaggio-del-futuro/

12 febbraio 2023

La campagna viterbese dichiarata di notevole interesse pubblico Vincolo su 1600 ettari ‘adeguato’

02/02/2023

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Masse di S.Sisto



Respinto il ricorso al Tar del Lazio (con sentenza del 20 gennaio scorso) di Ance (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili) che aveva contestato l’estensione del vincolo apposto dalla Soprintendenza su 1.600 ettari, tra il Bullicame alle Masse di San Sisto, chiedendone una riduzione. Troppo larga l’area individuata ad avviso dell’Associazione, che si è sentita lesa nei suoi interessi.  

Nessun pregiudizio per il Tar da parte della Soprintendenza, che non ha leso gli scopi istituzionali dell’Ance.  

Ed infatti ci sarà spazio per progetti di valorizzazione dell'area dal punto di vista agricolo, archeologico, termale, tanto che l’Ance non farà alcun contro-ricorso.  

Ma vediamo più nel dettaglio i particolari del vincolo apposto e le motivazioni addotte dalla Sabap nel 2019.

“Questa Soprintendenza ha voluto tutelare una porzione della campagna viterbese che conserva ancora un insieme particolarmente armonico di elementi agricoli e naturali​​, estendendosi dalle località Bullicame e Riello, poste immediatamente a ridosso delle mura urbiche, alle Masse di San Sisto”.

Con tale motivazione è stata presentata la Dichiarazione di notevole interesse pubblico denominata “Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto” (DM del 25 luglio 2019, ​ai sensi dell'art. 136 comma 1, lettere c) e d) del D.lgs. 42/2004 e ss.mm.ii).

La tutela non è casuale: “è un territorio caratterizzato dalla compresenza di cospicui caratteri naturali e agrari, da rilevanti testimonianze storiche attestanti le diverse fasi d’uso susseguitesi dall’età pre-romana ad oggi”, si legge ancora nella motivazione.

Particolarmente connotanti “i pianori tufacei solcati da vallecole con corsi d’acqua a regime torrentizio e da banchi calcarei per la presenza di acque termo-minerali, tra cui le sorgenti del Bullicame, Carletti, Asinello e delle Masse di San Sisto”.

E poi, come non menzionare “le strade tagliate nel tufo come quella del Signorino e le necropoli della Collina di Riello, tra cui l’antico tracciato della via Cassia (in questa parte di territorio coincidente con il percorso medioevale della via Francigena)”?

Non dimentichiamo, infatti, che è proprio nel periodo medievale che la via Cassia fu denominata Francigena.

O, ancora, altre testimonianze (medioevali o dei secoli più recenti), che spesso attestano l’uso agrario di tale parte di campagna viterbese, sono casali e portali di orti sei-settecenteschi.

Invece, per quanto riguarda i resti di epoca romana, tracce del selciato originale sono ancora ben visibili e ben conservati, come quelli di ponti (come quelli di Camillario e di S. Nicolao), terrapieni e altre strutture dell’età.

Un contesto, in particolare quello della tagliata di strada Signorino (da Signorino Signorini, il nobile proprietario di queste terre), che ha fatto da scenografia al film del 1966 del regista Mario Monicelli, “L’armata Brancaleone”.

La Dichiarazione di notevole interesse pubblico è un ampliamento del vincolo di cui al D.M. 22/05/1985 e, nella Relazione generale del gennaio del 2019, ci si era soffermati nello specifico proprio sulla peculiarità della Strada Signorino. Quest’ultima è, con la strada Freddano, una delle più significative delle cosiddette “vie cave” o “tagliate”: strade ancora in uso, così chiamate perché scavate nei banchi tufacei.

Le due tagliate, non solo si diramano in altre ‘arterie’ minori, ma si uniscono, in località S. Nicolao, trasversalmente ad un’altra tagliata attraversata dall’antica via Cassia.

Quella del Signorino, lunga più di due km, spicca perché le sue pareti – alte in media 4/5 m - possono raggiungere anche i 10 m. Verosimilmente era l’antico percorso viario che, dalla zona costiera, passando per Castel d’Asso, arrivava sino all’insediamento etrusco sul colle del Duomo.

Nel tempo ha subìto interventi e ampliamenti, venendo adibita anche a cava di pozzolana (per questo nota anche come Cava di S. Antonio o di Gorga).

Lo stesso si verifica per la tagliata del Freddano, che si biforca nella strada dei SS. Valentino e Ilario, per ‘terminare’ sul promontorio dove nel Medioevo nacque l’omonimo centro abitato.

Ma se queste sono tutte ragioni valide per rendere l’area oggetto di salvaguardia e soggetta a tutela, non sono le sole.

Da citare, infatti, anche gli interventi di bonifica ad opera dell’ing. Lorenzo Tedeschi tra la fine dell’Ottocento e i primi del ‘900 nei suoi possedimenti in località Risiere.

Grazie ad un innovativo impianto di irrigazione alimentato da una piccola centrale idroelettrica autonoma detta ‘Officina Elettrica’.

Tedeschi, poi, suddivise anche il suo antico casale del Signorino (meglio noto come Villa Tedeschi), in tanti poderi su cui edificò altrettanti casali colonici.

Dunque testimonianza storica, archeologica, civile e sociale al contempo dello sviluppo e dell’evoluzione di un paesaggio, ma anche di una cultura e – contemporaneamente - di un modello di città, infrastrutturale e di vivere.


Fonte: 

http://archeologialazio.beniculturali.it/it/238/news/1506/la-campagna-viterbese-dichiarata-di-notevole-interesse-pubblico-vincolo-su-1600-ettari-adeguato?fbclid=IwAR1j6-3_rI_Vf5Y6Ilnf9ehYDOaUQM0yZ0Qbg_bV96WWTIQqRyIItfq-xvE

28 gennaio 2023

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