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24 maggio 2026

24 maggio: Giornata Europea dei Parchi 2026

 


Gli ecosistemi sani non esistono in isolamento: prosperano solo quando sono attive le connessioni ecologiche — corridoi biologici, habitat collegati e paesaggi che permettono alle specie di spostarsi, adattarsi e fiorire.

Queste connessioni spesso superano i confini di ogni singola Area Protetta. Per nutrire la natura, dobbiamo pensare oltre le frontiere, ripristinare i collegamenti, costruire reti ecologiche e creare partnership che uniscano persone, comunità e natura.

Per questo la giornata dei parchi del 2026 ha come slogan "Uniti dalla natura".

La Giornata europea dei parchi, che si celebra il 24 maggio, è una giornata commemorativa dedicata alle aree protette in tutta Europa, istituita nel 1999 dalla Federazione EUROPARC.


Fonte:

https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-europea-dei-parchi-2026?fbclid=IwY2xjawR_k_BleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeynVH-FpgmtGgMPwXurVywLYbGmTvMJR5sEXF7CDdfFxkUWM8J4uenKxBSK8_aem_Aed6kFkxqP7nvyxipgmBeg


Giornata mondiale delle api 2026


Gli insetti impollinatori svolgono funzioni ecologiche vitali che sostengono la biodiversità globale, la sicurezza alimentare e l'equilibrio degli ecosistemi. Circa il 90% delle piante selvatiche a fiore nel mondo dipende dal trasporto del polline effettuato dagli insetti per potersi riprodurre. Si stima che il 75% delle principali colture agrarie mondiali (tra cui ortaggi, frutta, frutta a guscio e foraggio) tragga beneficio dall'attività degli insetti. Infine, concorrono indirettamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, supportando la salute degli ecosistemi forestali e naturali, fondamentali per l’assorbimento della CO2.

Lo stato delle popolazioni nel nostro Paese è considerato critico, riflettendo il trend negativo che sta colpendo l'intero continente europeo. In Italia, la situazione è allarmante:

  • Specie a rischio: circa il22% delle151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione.
  • Cause principali: il declino è causato principalmente dalla frammentazione degli habitat, dall'agricoltura intensiva, dall'uso massiccio di pesticidi e dalla pressione crescente dei cambiamenti climatici.

Dipendiamo tutti dagli impollinatori ed è quindi fondamentale monitorarne il declino e arrestare la perdita di biodiversità.

Per accrescere la consapevolezza su queste minacce, l'ONU ha istituito la Giornata Mondiale delle Api. Il tema di quest'anno, "Siate uniti per le persone e per il pianeta", celebra la storica collaborazione tra uomo e api, promuovendo pratiche di apicoltura innovative e sostenibili che supportino l'ambiente e il sostentamento delle comunità.

ISPRA dal 2015, all’interno dell’Annuario dei Dati Ambientali, cura la pubblicazione e l’aggiornamento dell'indicatore “Moria di api dovuta a uso di fitosanitari”. Le analisi condotte nell'ultimo decennio rivelano un uso spesso improprio dei fitosanitari. Anche nel 2024, i piretroidi — utilizzati sia in agricoltura sia nelle disinfestazioni urbane contro le zanzare — risultano tra le sostanze più rinvenute nei campioni.

Da almeno due decenni l’ISPRA è impegnata in iniziative e progetti di monitoraggio dell’ambiente e delle popolazioni di impollinatori, incluse le api da miele.
Attualmente tra i progetti in corso ricordiamo:

Apincittà”: Un'indagine condotta in collaborazione con il CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri) per monitorare lo stato delle api e della flora di interesse apistico nei contesti urbani.

Progetto VeBS: Focalizzato sul "buon uso degli spazi verdi e blu", questo progetto promuove la salute e il benessere umano attraverso la salvaguardia dei servizi ecosistemici, con particolare attenzione all'impollinazione svolta dagli apoidei.

PolliNetwork: Un progetto che punta ad aumentare le superfici degli habitat favorevoli agli impollinatori. Il progetto si basa sul coinvolgimento diretto di stakeholder chiave per l'elaborazione e l'attuazione di strategie concrete di conservazione.

Fonte:

https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-mondiale-delle-api-2026?fbclid=IwY2xjawR_k_ZleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeDQf14H0Zn2YNprIHt90NJQr6OwG85IxolIURciciARNV_vRVr-x2o9veDVs_aem_xlAB65PewYzBM9vkcSBe0A


22 maggio, giornata mondiale della biodiversità

 


22 maggio, giornata mondiale della biodiversità. Dal locale al globale, rigenerare gli ecosistemi per proteggere biodiversità, clima e qualità della vita. L’Italia dispone di un patrimonio faunistico tra i più ricchi in Europa: circa 1/3 delle specie animali europee è presente in Italia. La fauna offre un importante contributo, in termini di ricchezza e complessità, alla biodiversità. Tuttavia, lo stato della biodiversità faunistica italiana, se da un lato negli ultimi decenni ha assistito all’incremento numerico e all’espansione di areale di molte specie di vertebrati, dall’altro vede una parte rilevante ancora minacciata.

La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie e il numero totale arriva a circa 60.000 taxa se si considerano anche le sottospecie. Delle 672 specie di vertebrati italiani (576 terrestri e 96 marine), 6 sono estinte in Italia e 161 sono minacciate di estinzione (pari al 28% delle specie valutate). Anche la flora nazionale è di grande rilievo per ricchezza di specie e sottospecie; il 20,65 % delle 8.241 entità della flora vascolare italiana è endemica, cioè esclusiva del nostro territorio, e di queste, 1.128 sono anche esclusive regionali, cioè con areale ristretto a una sola regione.

La giornata mondiale della biodiversità

Il 22 maggio è la Giornata mondiale della Biodiversità, indetta dalle Nazioni Unite per celebrare gli ecosistemi sul nostro Pianeta. Il Tema ufficiale di quest’anno è “Acting locally for global impact” (Agire a livello locale per un impatto globale).

Il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal, l’accordo internazionale adottato nel dicembre 2022 durante la COP15, rappresenta il piano d’azione globale per fermare e invertire la perdita di biodiversità e comprende 4 obiettivi globali per il 2050 (Conservazione, Uso Sostenibile, Equità, Finanziamenti) e 23 traguardi operativi da raggiungere entro il 2030. Il cuore dell’accordo è il traguardo 30×30; entro il 2030, i Paesi firmatari si sono impegnati a proteggere e conservare in modo efficace almeno il 30% delle terre emerse e delle acque interne, a proteggere almeno il 30% delle aree marine e costiere e a ripristinare almeno il 30% degli ecosistemi degradati.

Quest’anno la celebrazione ha un peso particolare; siamo nel 2026, il che significa che siamo esattamente a metà strada tra l’adozione del Quadro Globale di Kunming-Montréal (2022) e la scadenza dei traguardi fissati per il 2030. Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “La tutela della biodiversità si gioca innanzitutto nei territori, come ci suggerisce il tema ufficiale di quest’anno, attraverso azioni concrete di rigenerazione degli ecosistemi. I dati scientifici ci consegnano un equilibrio fragile e ci mostrano una sfida importante ma che è ancora possibile affrontare, se saremo capaci di agire con visione, competenza e continuità, tutelando il capitale naturale da cui dipende il nostro benessere. Parola d’ordine: rigenerare. Solo così, attraverso soluzioni basate sulla natura, che contribuiranno anche agli sforzi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, sarà possibile proteggere questo immenso patrimonio e mantenere una qualità di vita alta per tutti. In questa direzione ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente sono fortemente impegnati nel supportare politiche, conoscenze scientifiche e azioni concrete per il recupero degli ecosistemi, accompagnando il percorso indicato dall’Unione Europea e dal Green Deal verso gli obiettivi di sostenibilità al 2030 e al 2050.”

Il Progetto PNRR DigitAP

L’Istituto porta avanti delle linee di attività che hanno come obiettivo la conservazione della biodiversità, attraverso un continuo confronto con la comunità scientifica per la produzione e scambio di dati attendibili, verificabili e pubblici, e un costante dialogo anche con gli enti centrali e territoriali (regioni, province autonome, parchi) per comprendere meglio gli specifici contesti, per fornire il migliore supporto alle scelte dei decisori.

Tra queste attività, nell’ambito dell’attuazione del PNRR, c’è il Progetto DigitAP di cui è titolare il Ministero dell’Ambiente e della Transizione Energetica e di cui ISPRA è coordinatore tecnico scientifico. Il progetto ha come obiettivo la creazione di una rete di monitoraggio della biodiversità nelle aree protette e punta a mettere l’innovazione digitale e la tecnologia al servizio della conservazione della natura con interventi specifici, la formazione e l’aggiornamento del personale tecnico delle Aree Protette, per rendere queste innovazioni durature e radicate nei territori. Uno specifico intervento, condotto direttamente da ISPRA, è dedicato allo sviluppo di indicatori per la valutazione degli effetti delle anomalie climatiche sui sistemi naturali.

(https://digitap.nnb.isprambiente.it/il-progetto-digitap/)

Fonte: 

https://www.italianostra.org/vi-segnaliamo/22-maggio-giornata-mondiale-della-biodiversita/?fbclid=IwY2xjawR_lGZleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeVLory28SDDdlQsQCF-tR5BYTf8YpGUOSPd0JAlKECJndMjHDPZ7G9If3l4M_aem_GxhFPvZjwZOxKtAqBw3ZCA

10 maggio 2026

Settimana del Patrimonio Culturale di Italia Nostra 2026: una campagna per il patrimonio pubblico storico

 


La VI edizione della Settimana del Patrimonio Culturali di Italia Nostra del 2026 è dedicata agli edifici pubblici realizzati nel nostro Paese dall’Unità d’Italia al 1980. Un patrimonio spesso sottovalutato o comunque ignorato eppure degno di essere tutelato. Un periodo che abbraccia vari stili architettonici che hanno segnato gli edifici pubblici italiani, influenzati non solo dalle correnti artistiche e architettoniche dell’epoca ma anche dalle svolte politiche, le ambizioni civiche, gli avvenimenti bellici e i continui ripensamenti del rapporto tra Stato, cittadini e spazio urbano. 

 Il Patrimonio degli edifici pubblici 

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio tutela gli edifici pubblici di almeno 70 anni, salvo verifica di non interesse culturale da parte del Ministero. Un periodo su cui si è intervenuti nel 2011 con un decreto-legge (n. 70 del 13/5/2011), tra i tanti di “semplificazione”, che ha allungato il termine di tutela automatica da 50 a 70 anni, facendo di fatto uscire dalla lista dei beni tutelati una serie di edifici pubblici. 

 Si tratta di edifici amministrativi, Ministeri, Regioni, Comuni, Tribunali, Poste e Telegrafi, Stazioni ferroviarie e marittime, Fari e stazioni di segnalazione marittima, Stazioni di trasporto pubblico locale (bus, funicolari, metro, tram, etc.), Aeroporti, Scuole, Musei, Teatri, Cinema, Case di riposo, Impianti sportivi, Colonie, Edilizia popolare, Monumenti ai caduti, etc. Come si può capire, un patrimonio storico e culturale enorme, di grande interesse, fatto di edifici pubblici che rappresentano le istituzioni in ogni regione, anche nelle aree più remote e isolate, e che garantiscono ogni giorno la coesione territoriale e sociale della nostra Repubblica. 

Edifici che coprono un periodo lungo più di un secolo, che testimoniano l’alternarsi di vari stili architettonici: dal tardo neoclassicismo all’eclettismo, dal Liberty all’Art Nouveau, dall’architettura razionalista del ventennio al modernismo, fino al brutalismo e al tardo modernismo. Spesso realizzati e progettati da architetti di chiara fama, che hanno lavorato non solo in Italia ma in tutto il mondo, rappresentando il Made in Italy con grande prestigio e autorevolezza. Per promuovere la tutela di questo patrimonio e favorire l’adesione delle sezioni, la campagna è preceduta da un webinar dedicato proprio ad approfondire la conoscenza dell’architettura di questo periodo. 

 L’Edilizia pubblica dallo Stato liberale fino alle privatizzazioni degli anni 80 del Novecento 

Alla nascita del Regno d’Italia (1861), il nuovo Stato si trovò con un patrimonio edilizio pubblico molto scarso. Per colmare questa mancanza, furono fondamentali due grandi processi di acquisizione: l’incameramento dei beni degli ordini religiosi e l’acquisizione dei beni delle case regnanti degli Stati annessi. 

Già nel Regno di Sardegna, le leggi Siccardi (1850) e i provvedimenti successivi avevano iniziato la soppressione di molti enti ecclesiastici. Dopo l’Unità, il processo proseguì e culminò con la legge del 1866 che soppresse la maggior parte degli ordini religiosi e trasferì allo Stato i loro beni immobili e mobili. 


Fonte: 

https://www.italianostra.org/news-nazionali/settimana-del-patrimonio-culturali-di-italia-nostra-2026-una-campagna-per-il-patrimonio-pubblico-storico/


22 marzo 2026

Giornata nazionale del Paesaggio - 14 marzo


Il 14 marzo si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio istituita, con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n. 457, con l’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni, pubbliche e private”.