venerdì 13 novembre 2015

Video sul Progetto Nazionale "Orti Urbani" di Italia Nostra realizzato per Expo 2015

https://youtu.be/rRokQzaMtF8

Giornata Nazionale degli Alberi 2015 - Viterbo, 21.11.2015 - in collaborazione con Corpo Forestale dello Stato- Università della Tuscia- Ufficio Scolastico Provinciale- Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Viterbo- Progetto Nonni e Nipoti



Ordine dei Dottori Agronomi  e Dottori Forestali             della Provincia di Viterbo


Comune di Viterbo

Giornata Nazionale degli Alberi 2015

in collaborazione con
Corpo Forestale dello Stato- Università della Tuscia- Ufficio Scolastico Provinciale- Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Viterbo- Progetto Nonni e Nipoti

Sabato 21 novembre 2015

 PRATO GIARDINO

ore 10,00   Incontro con le scuole primarie e secondarie

                L'albero organismo vivente, nasce, cresce e muore
                a cura del Corpo Forestale dello Stato

                Dimostrazione di potatura con tecnica del tree climbing
               Studio Urban Tree dott.ssa Angela Bistoni

                Messa a dimora di un corniolo

SALA REGIA PALAZZO DEI  PRIORI

ore 11,30  Saluto delle Autorità

            Concorso Scuole primarie: “Progetta lo spazio verde della tua scuola”
                Concorso Scuole secondarie “ Il bosco edule: alla riscoperta di antiche fonti di cibo
              
               Premiazione

Gli elaborati del concorso saranno esposti in mostra presso la Sala Gatti in via Macel Gattesco dal giorno 21 al 28 novembre dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00

venerdì 16 ottobre 2015

CONVEGNO Idee per salvare Civita di Bagnoregio - Palazzetto del Comune di Bagnoregio (VT) 31 ottobre 2015 ore 15.00 - 18.30

Idee per salvare Civita di Bagnoregio
img
Palazzetto del Comune di Bagnoregio (VT)
31 ottobre 2015 ore 15.00 - 18.30
Presentazione
L’idea di realizzare questo incontro di studio ma anche di divulgazione scientifica, propugnata da Gaia Pallottino e Giuseppe Gisotti, nasce dalla considerazione dei risultati dei vari interventi di protezione idrogeologica effettuati negli ultimi anni (recentemente si sta manifestando in tutta la sua gravità la frana di Mercatello, alle porte del borgo) per porre un freno al degrado di Civita di Bagnoregio, la “città che muore”.
Si tratterebbe di eseguire una serie di attività nel seguito accennate (ma che devono trovare la risposta dagli studiosi chiamati a conferire in questo convegno):
a) verificare la necessità di effettuare studi geologico-tecnici, idrogeologici, geomorfologici, pedologici, vegetazionali, sul colle e sul bacino calanchivo di Civita, laddove alcuni aspetti non siano stati ancora esplorati a sufficienza, in modo da potere preparare, sulla base dei risultati, un progetto di risanamento che tenga conto dei vari fattori in gioco; tale progetto onnicomprensivo sembra che non sia stato effettuato in passato, in quanto i vari problemi sono stati esaminati separatamente e non in una visione d’insieme;
b) prendere come esempio i lavori di consolidamento di centri urbani la cui situazione geologico-tecnica e geomorfologica è molto simile a quella di Civita, come Todi, Orvieto, e altri centri urbani della Basilicata, realizzati da qualche tempo, che hanno dato esiti soddisfacenti; altri esempi da prendere in considerazione, a proposito della stabilizzazione dei bacini calanchivi, sono quelli San Marino, Reggio Emilia, o quello più antico di Brisighella, per non parlare di quelli della Basilicata;
c) nell’attesa dei risultati di un studio realizzato secondo i criteri sopra espressi, del relativo progetto e delle opere di bonifica conseguenti, realizzare appena possibile interventi cantierabili allo scopo di almeno rallentare i rapidi processi geodinamici in atto; importante è a questo riguardo la problematica del deflusso dell’acqua nei riguardi della stabilità geomeccanica, con particolare riguardo alle acque pluviali e alle fognature, che interessano sia la placca rigida che le argille plastiche.
Viene subito alla mente il processo decisionale che si è attuato a proposito di alcune situazioni analoghe a questa, per esempio quelle relative a Orvieto e a Todi, dove lo Stato si è adoperato emanando una apposita legge speciale sulla salvaguardia delle due città, che attualmente risultano consolidate dopo ingenti lavori di protezione idrogeologica.
Il convegno viene preceduto da una visita guidata, che si terrà la mattina, al “Museo geologico e delle frane” di Civita, a cura della Associazione GeoTeverina. Nella stessa mattina si prevede una visita guidata alle aree franose che circondano il Colle di Civita (Mercatello, ecc.), a cura di ISPRA, Servizio Geologico d’Italia.
Si prevede di pubblicare gli ATTI del Convegno come Supplemento in formato pdf alla rivista trimestrale della SIGEA “Geologia dell’Ambiente”, liberamente scaricabili (vedasi precedenti in www.sigeaweb.it, Sezione PUBBLICAZIONI/Supplementi)

sabato 10 ottobre 2015

PETIZIONE Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti



Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Perché è importante

Art. 32 della Costituzione Italiana: “La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e
interesse della collettività…”


E’ ormai chiaro e scientificamente provato che l’esposizione ad alcuni pesticidi è associata a diverse forme di tumore, malattie neurogenerative e malattie neonatali. Numerosi dati suggeriscono inoltre che alcune di queste sostanze potrebbero danneggiare il sistema ormonale, il sistema immunitario e quello nervoso. Il principale mezzo di esposizione è l’alimentazione ma gli agricoltori, le loro famiglie e le persone che vivono in aree rurali dove si pratica l’agricoltura intensiva, sono i più colpiti dall’uso di pesticidi. Attualmente dalle normative vigenti, sono esplicitamente vietati solo i trattamenti in prossimità dei pozzi, mentre vi è un vuoto normativo per quanto riguarda i trattamenti in prossimità di abitazioni e giardini, eccetto sporadici regolamenti comunali che ovviamente valgono solo sul territorio del Comune che li ha emanati. E’ necessario che si introduca invece urgentemente una specifica normativa in caso di utilizzo di prodotti fitosanitari al fine di tutelare la salute di tutti e principalmente:
- rispetto di distanze di sicurezza non inferiori a m 50 dalle abitazioni e dai campi coltivati a produzione biologica;
obbligo di avvisare i confinanti almeno 72 ore prima di ogni trattamento (per evitare che i prodotti fitosanitari possano depositarsi sugli abiti stesi, intossicare chi mangia in giardino o addirittura i bambini che giocano all’aperto) edesposizione di cartelli che avvisino del pericolo in seguito ai trattamenti.
- regolamentazione per le strade di accesso ai fondi interclusi di almeno 5 metri di sicurezza (anche per quanto riguarda la costruzione di serre agricole) per ogni lato di strada interpoderale, ove tale strada fosse l’unica possibilità per accedere al fondo.
- introduzione di sanzioni severe per fare in modo che queste leggi vengano rispettate (ad esempio il ritiro del patentino e una pesante multa).
Come si evince anche dall’ultimo rapporto di Greenpeace, “Tossico come un pesticida”, i danni arrecati e arrecabili alla popolazione a causa di queste pericolose sostanze chimiche, sono gravissimi. Basterebbe comunque anche solo considerare il noto Principio di precauzione, vigente nell’ordinamento in forza dell’articolo 174 del Trattato UE, secondo il quale, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non è invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.
La salute è un nostro diritto, sancito dalla Costituzione italiana…difendiamolo!

FIRMA: https://secure.avaaz.org/it/petition/petition_55b5ef34c8650/?copy

sabato 4 luglio 2015

giovedì 11 giugno 2015

Distretto Idrografico dell'Appennino Centrale

Come programmato da tempo, l'ultimo evento di Consultazione Pubblica, per i Piani di Gestione Distrettuali (Direttiva 200/60/CE e Direttiva 2007/60/CE), si svolgerà a Fabro Scalo (Terni) il giorno 12 giugno p.v. presso la sala Polivalente, in Via del Campo Sportivo, dalle ore 9.30 alle ore13.30.

L'evento è particolarmente importante sia perché organizzato a scala di Distretto, sia perché specificamente rivolto ai Contratti territoriali (contratti di Fiume) che costituiscono lo strumento partecipato di attuazione dei piani stessi.

Si trasmette, in allegato I'invito ai portatori di interesse in indirizzo a partecipare e ad esporre anche in tale sede i loro contributi.

Distinti saluti


Autorità di bacino del Fiume Tevere




INVITO

sabato 16 maggio 2015

No Autostrada Tirrenica Si Maremma e Aurelia Sicure!!!!
DOPO LE BOMBE D’’ACQUA LA BOMBA D’’ASFALTO
INCONTRO PUBBLICO ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO SÌ AURELIA PUBBLICA E SICURA NO ALL’AUTOSTRADA TIRRENICA

Pretendiamo che 'Aurelia venga ampliata dove serve e messa subito in sicurezza !!!

Auditorium Comunale, Orbetello (GR)
Sabato 16 Maggio - ore 16,00-19,00
Alti esponenti della politica, della burocrazia, dell’industria e della finanza si adoperano per la costruzione
dell’autostrada tirrenica. Molti, troppi di essi, sono inquisiti dalla magistratura per mancanze gravi.
Non lasciamo che la speculazione distrugga la Maremma, la sua bellezza, il suo territorio e la sua economia.
Diciamo NO all’autostrada tirrenica.
Chiediamo invece l’Aurelia sicura subito, più sviluppo
dell’agricoltura, del turismo e del commercio.

Italia Nostra, Colli e Laguna, Fai, WWF., Legambiente, Coordinamento Dei Comitati Della
Provincia  di Grosseto, Comitato Cittadini  Area Fiorentina, Comitato NO SAT, Comitato NO
Autostrada Tarquinia, Gruppo Salviamo Le Pinete, Comitato NO Corridoio Roma-Latina,
SEL,Movimento 5 stelle, PD Area Civati, Rifondazione  Comunista.

lunedì 11 maggio 2015

TUSCANIA E ORVIETO ALLEATE CONTRO L'EOLICO SELVAGGIO

TUSCANIA E ORVIETO ALLEATE CONTRO L'EOLICO SELVAGGIO

08/05/2015 : 12:18
(NewTuscia) – TUSCANIA - A Tuscania e a Orvieto è imminente il rischio che si realizzino due progetti di impianti eolici inaccettabili perché troppo invasivi e collocati nel posto sbagliato. I progetti eolici che impegneranno le prospettive intorno alla chiesa di san Pietro a Tuscania e il Duomo di Orvieto minacciano di stravolgere paesaggi pregiati, alterandone fortemente la percezione sociale e compromettendone la bellezza e il paesaggio che le circonda. Le due chiese sono capolavori identitari della storia e della cultura del nostro Paese.
Tra le conseguenze inevitabili, ci sarebbe anche il prevedibile e irreparabile danno che l'alterazione del paesaggio comporterebbe all'attrattività culturale e turistica delle due aree che in essa hanno avuto sinora un importantissimo fattore di sviluppo economico. Troppi e troppo gravi sono le conseguenze negative di questi progetti perché il Mibact e le Regioni Lazio e Umbria, e tutti coloro che hanno a cuore le meraviglie del territorio italiano, non facciano quanto necessario per annullarne la realizzazione.
A Tuscania e a Orvieto non è in discussione il tema degli impianti eolici in quanto tali, bensì un grave esempio di mancata armonizzazione tra le tutele che derivano dagli articoli 9 e 32 della Costituzione. I casi di Tuscania e Orvieto rimandano senz'altro alla necessità di una più ampia riflessione sulla normativa di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio italiano, troppo spesso disattesa.
Esiste tuttavia un
'emergenza qui e ora, un rischio concreto e imminente corso da due dei luoghi più belli d'Italia, che va affrontato e risolto con urgenza anche in nome della Costituzione italiana, della Convenzione Europea del Paesaggio e dell'importanza che il paesaggio storico-artistico riveste nella dimensione identitaria di territori e comunità umane, riprendendo anche quanto richiamato dal sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni.
Le associazioni firmatarie, pur nella diversità delle posizioni sul tema delle energie rinnovabili, chiedono con forza che questi due progetti vengano bloccati. Sono progetti inopportuni, comunque li si voglia considerare, privi di rispetto per le radici della nostra cultura e della nostra storia.
Va ribadito chiaramente che l'unione delle associazioni su questo tema specifico non equivale a un cedimento dell'una o dell'altra parte riguardo alle valutazioni generali sul rapporto tra l'eolico industriale e i valori del paesaggio identitario.
Questo è il forte appello congiunto che viene lanciato al Mibact e alle Regioni Lazio e Umbria perché adottino gli strumenti necessari per impedire senza altro indugio i progetti eolici di Tuscania e Orvieto, salvando l'identità di questi splendidi luoghi. Chiediamo che finalmente il Paese si doti di strumenti normativi certi per regolare il rapporto tra impianti per le energie rinnovabili e il territorio, in modo che le vicende di Tuscania e Orvieto siano l
'occasione per trovare finalmente l'auspicabile e giusta conciliazione tra le preziose esigenze del paesaggio e della biodiversità e le preoccupazioni altrettanto legittime riguardanti la questione climatica.

Le associazioni Amici della TerraAssoTuscaniaCTSComitato per la BellezzaFAIItalia NostraLegambienteLipu-BirdLife ItaliaMountain WildernessPro-NaturaForum Salviamo il PaesaggioTouring Club ItalianoWWF.
Ufficio stampa Legambiente: tel.06.86268376 - 53 - 99 / 349.0597187 m.dominici@legambiente.it
Ufficio stampa Italia Nostra: tel.335.1282864 mariagrazia.vernuccio@gmail.com
Al link 
http://www.italianostra.org/?p=41563 trovate la cartella stampa completa 

sabato 2 maggio 2015

STRUTTURA/STATUTO/REGOLAMENTI:


I NOSTRI TEMI:

NOTIZIE DAL TERRITORIO:

CONVENZIONI:




APPELLI:




PARTECIPA/FIRMA I NOSTRI APPELLI:

http://www.italianostra.org/?page_id=61


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Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Perché è importante

Art. 32 della Costituzione Italiana: “La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e
interesse della collettività…”


E’ ormai chiaro e scientificamente provato che l’esposizione ad alcuni pesticidi è associata a diverse forme di tumore, malattie neurogenerative e malattie neonatali. Numerosi dati suggeriscono inoltre che alcune di queste sostanze potrebbero danneggiare il sistema ormonale, il sistema immunitario e quello nervoso. Il principale mezzo di esposizione è l’alimentazione ma gli agricoltori, le loro famiglie e le persone che vivono in aree rurali dove si pratica l’agricoltura intensiva, sono i più colpiti dall’uso di pesticidi. Attualmente dalle normative vigenti, sono esplicitamente vietati solo i trattamenti in prossimità dei pozzi, mentre vi è un vuoto normativo per quanto riguarda i trattamenti in prossimità di abitazioni e giardini, eccetto sporadici regolamenti comunali che ovviamente valgono solo sul territorio del Comune che li ha emanati. E’ necessario che si introduca invece urgentemente una specifica normativa in caso di utilizzo di prodotti fitosanitari al fine di tutelare la salute di tutti e principalmente:
- rispetto di distanze di sicurezza non inferiori a m 50 dalle abitazioni e dai campi coltivati a produzione biologica;
obbligo di avvisare i confinanti almeno 72 ore prima di ogni trattamento (per evitare che i prodotti fitosanitari possano depositarsi sugli abiti stesi, intossicare chi mangia in giardino o addirittura i bambini che giocano all’aperto) edesposizione di cartelli che avvisino del pericolo in seguito ai trattamenti.
- regolamentazione per le strade di accesso ai fondi interclusi di almeno 5 metri di sicurezza (anche per quanto riguarda la costruzione di serre agricole) per ogni lato di strada interpoderale, ove tale strada fosse l’unica possibilità per accedere al fondo.
- introduzione di sanzioni severe per fare in modo che queste leggi vengano rispettate (ad esempio il ritiro del patentino e una pesante multa).
Come si evince anche dall’ultimo rapporto di Greenpeace, “Tossico come un pesticida”, i danni arrecati e arrecabili alla popolazione a causa di queste pericolose sostanze chimiche, sono gravissimi. Basterebbe comunque anche solo considerare il noto Principio di precauzione, vigente nell’ordinamento in forza dell’articolo 174 del Trattato UE, secondo il quale, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non è invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.
La salute è un nostro diritto, sancito dalla Costituzione italiana…difendiamolo!

FIRMA: https://secure.avaaz.org/it/petition/petition_55b5ef34c8650/?copy

martedì 28 aprile 2015

Geotermia: progetto geotermico pilota di Castel Giorgio

Pubblicato Lunedì, 03 Novembre 2014 19:00

Bolsena CRONACA Parere favorevole al progetto geotermico pilota di Castel Giorgio in Umbria

All'Assessore all’'Ambiente Refrigeri
e p. c. al Presidente Nicola Zingaretti
alla Provincia di Viterbo
ai Sindaci dei Comuni nel bacino lacustre
al nostro elenco di Portatori di interesse.
Egregio Assessore,
facendo seguito alla e-mail di Venerdì scorso sembra confermato che il funzionario della Regione Lazio abbia espresso in Commissione Tecnica di VIA del Ministero Ambiente parere favorevole al progetto geotermico pilota di Castel Giorgio in Umbria. Per esserne certi abbiamo chiesto l’accesso ai verbali della riunione ai sensi della legge 241/90. Risulta comunque che che dopo contrastanti pareri la Commissione ha approvato il progetto.

L’impianto preleverà fluido geotermico ricco di arsenico in Umbria e lo reinietterà nel bacino idrogeologico del lago di Bolsena. Ciò provocherà un ulteriore inquinamento da arsenico della falda superficiale che alimenta la rete potabile della provincia di Viterbo, con l’aggravante di inquinare il SIC lago di Bolsena impedendo così il progetto di diluire la rete potabile con l’acqua del lago. Inoltre dobbiamo aspettarci penalità da parte della Cominità Europa.

Chi dobbiamo ringraziare?

La vittoria delle lobbies è avvenuta anche per il mancato intervento della Regione Lazio che, pur essendo stata da noi sollecitata innumerevoli volte, non ha mai presentato la propria opposizione a questo disastroso progetto. La Commissione ha espresso il proprio parere, ma questo non è operativo fino a quando il Ministro all’Ambiente emetterà il decreto che lo renderà valido. La Regione Umbria ha ancora il potere di intervenire e fermare il progetto che è sul suo territorio (ci fidiamo?), mentre la Regione Lazio, pur essendo la danneggiata, è fuori causa.

Rimane la possibilità di chiedere al Ministro di non rendere valido il parere della Commissione fino a quando sarà discussa la mozione presentata da 15 Parlamentari PD (prima firmataria l’On. Chiara Braga), che impegna il Governo ad applicare una “moratoria” sugli impianti in via di autorizzazione, fino a quando sarà stabilito dove è consentito, o meno, realizzare la geotermia con pozzi profondi. Ma anche su questo aspetto la Regione Lazio sta rinviando ogni discussione, malgrado sia stata da tempo autorevolmente chiesta dal Consigliere Prof. Riccardo Valentini.

Considerati i precedenti e visti i risultati è lecito chiedere all’Assessore all’Ambiente Refrigeri e al Presidente Zingaretti (che ci legge per conoscenza) qual’è la loro personale posizione rispetto all’impianto geotermico di Castel Giorgio. Sottolineiamo che ci riferiamo specificamente a quell’impianto e non alla geotermia in generale.

In caso di mancata esplicita risposta dovremmo concludere che i due principali esponenti della Regione Lazio sono favorevoli, malgrado che 24 Sindaci e la Provincia di Viterbo abbiano espresso parere contrario sottoscrivendolo e motivandolo con precise relazioni tecniche di qualificati geologi. Inutile aggiungere che dello stesso parere contrario è la popolazione e le Associazioni che la rappresentano.

Con osservanza.
Piero Bruni
Presidente dell’Associazione Lago di Bolsena
e capofila della Associazioni Ambientaliste
del comprensorio lacustre


Fonte: 

UNA STORIA LUNGA OLTRE 50 ANNI

UNA STORIA LUNGA OLTRE 50 ANNI

i beni culturali
i centri storici
i parchi nazionali
l'ambiente
la questione energetica
la viabilità e i trasporti
l'agricoltura
il mare e le coste
i musei, le biblioteche
alcuni dei capitoli
più importanti
dell'attività di

Italia Nostra
 
L’atto ideale di nascita di Italia Nostra sta nel cuore barocco di Roma, tra il Tevere e Trinità dei Monti, in quel tessuto stratificato e denso di storia che nel 1951 doveva essere cancellato dall’attuazione dell’ennesimo sventramento concepito nel ventennio tra le due guerre tra piazza di Spagna e piazza Augusto Imperatore. Contro quel progetto uomini di lettere, artisti, storici, critici d’arte, urbanisti si cercarono e si unirono a difesa del nostro patrimonio artistico e delle nostre bellezze naturali sempre più minacciate.
Il 29 ottobre 1955 Umberto Zanotti Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Desideria Pasolini dall’Onda, Elena Croce, Luigi Magnani e Hubert Howard siglarono l’atto costitutivo di Italia Nostra.
Da oltre quattro decenni le attività di volontariato culturale organizzate da Italia Nostra hanno contribuito a diffondere nel Paese la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città.
I “beni culturali”, l’evoluzione naturale e storica, i centri storici, la pianificazione urbanistica e territoriale, i parchi nazionali, l’ambiente, la questione energetica, il modello di sviluppo del Paese, la viabilità e i trasporti, l’agricoltura, il mare, le coste, le isole, i musei, le biblioteche, gli archivi storici: questi sono alcuni dei capitoli più importanti dell’attività capillare di Italia Nostra, spesso sostenuta da una ricerca approfondita e documentata da una vasta pubblicistica che oggi costituisce patrimonio unico e insostituibile a disposizione del Paese.
Italia Nostra, insieme alle altre associazioni culturali e di protezione ambientale, ha promosso anche un’intensa attività di suggerimento legislativo, come stimolo per la redazione di nuove norme sul patrimonio storico e ambientale italiano. Per questa via sono giunti a maturazione gli alleggerimenti fiscali per la manutenzione e le donazioni allo Stato di raccolte, opere d’arte, archivi e l’acquisizione pubblica di numerosi edifici storico-artistici.
Dal primo nucleo romano, l’Associazione è cresciuta fino ad arrivare a più di 200 sezioni sparse su tutto il territorio nazionale. Tra le imprese di Italia Nostra meritano di essere ricordate, l’istituzione del Parco dell’Appia Antica a Roma e del Parco del Delta del Po, il recupero delle Mura di Ferrara, la legge 394 sulle Aree naturali protette, l’operazione Nettuno per le coste italiane. Tra le battaglie più significative quelle per la salvaguardia di Agrigento e di Paestum, delle Ville mura di FerraraVenete e dei Colli Euganei, della Costa Smeralda, delle Pinete di Migliarino e di Ravenna. Il movimento di opinione che si riconosce in Italia Nostra ha partecipato alle campagne di protesta contro alcune iniziative ritenute dannose per l’ambiente e il patrimonio storico; fra queste ricordiamo le lotte contro il ricorso alla produzione di energia nucleare, contro l’Expo a Venezia e contro le Olimpiadi a Roma. Nel corso del Giubileo 2000 Italia Nostra è riuscita a sventare un pericoloso progetto che avrebbe compromesso la stabilità di Castel Sant’Angelo.
Sin dagli anni Settanta Italia Nostra ha promosso la ricerca nei campi della didattica e della formazione per promuovere l’Educazione Ambientale e ha intessuto rapporti internazionali con la fondazione di “Europa Nostra” – federazione di 220 associazioni europee – e la partecipazione al BEE (Bureau Europeen de l’Environnement). Italia Nostra pubblica un mensile e opere di saggistica.
Trasformata in ONLUS, Italia Nostra vuole impegnarsi, con i soci, in attività di servizio, non solo stimolando la “memoria” e la tutela, ma promuovendo, anche attraverso i nuovi strumenti della comunicazione, la conoscenza e la fruizione dei beni culturali.
IL COMPITO DI ITALIA NOSTRA
Italia Nostra protegge i beni culturali e ambientali.
È una missione che impegna Italia Nostra da oltre 50anni e i risultati non sono mancati: la legge quadro sui parchi, la tutela dei centri storici e poi le campagne per salvare Venezia dall’Expo 2000 e Castel Sant’Angelo dal Giubileo, solo per citarne alcune.
Il nostro compito non si esaurisce nel salvare dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell’ingegno; Italia Nostra persegue un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere e di occupazione.

il tuo 5 x 1000

Il contributo della Sezione di Viterbo alla Carta di Gubbio sui Centri storici

Il contributo della Sezione di Viterbo alla Carta di Gubbio sui Centri storici:


I centri storici sono delle perle uniche ed irripetibili; ciascuno ha delle proprie identità che vanno tutelate, conservate, promosse e valorizzate. I suddetti quindi non devono essere soggetti ad incostituzionali condoni, sanatorie, piani casa, varianti al PRG; a piani particolareggiati, piani di risanamento ed a ristrutturazioni pesanti e lesivi del contesto storico e paesaggistico. Il MIBACT dovrebbe, ai sensi dell'art. 9 della Costituzione italiana e del D.Lgs. 42/2004 e smi, dettare linee guida e modelli per Regolamenti nazionali tipo, per la tutela dei centri storici, come da proposte che seguono. A) Nei centri storici dovrebbero essere quindi vietati/e: 1) condoni, sanatorie, piani casa, ristrutturazioni e manutenzioni esterne straordinarie; 2) installazione di elementi tecnologici ed edili lesivi del decoro su prospetti principali degli edifici, su quelli che si affacciano su aree pubbliche o a vista dalle stesse (tettoie, caldaie, canne fumarie, climatizzatori, antenne, parabole, discendenti in plastica, etc.). B) Nei centri storici dovrebbe essere obbligatorio: 1) mantenere e/o sostituire infissi in legno e ferro, come da tradizione storica locale; quindi vietando serrande in metallo o plastica, veneziane, infissi in alluminio e sim.; 2) non intonacare prospetti originariamente a faccia-vista; 3) eliminare superfetazioni di ogni genere: - intonaci che ricoprono elementi architettonici e/o storico-artistici, - maioliche ed altri elementi vietati e lesivi di cui ai punti A.2, B.1, etc., - insegne pubblicitarie, bacheche e tende invasive, etc.; 4) eseguire soltanto consolidamenti, restauri, recuperi, manutenzioni ordinarie.