venerdì 16 ottobre 2015

CONVEGNO Idee per salvare Civita di Bagnoregio - Palazzetto del Comune di Bagnoregio (VT) 31 ottobre 2015 ore 15.00 - 18.30

Idee per salvare Civita di Bagnoregio
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Palazzetto del Comune di Bagnoregio (VT)
31 ottobre 2015 ore 15.00 - 18.30
Presentazione
L’idea di realizzare questo incontro di studio ma anche di divulgazione scientifica, propugnata da Gaia Pallottino e Giuseppe Gisotti, nasce dalla considerazione dei risultati dei vari interventi di protezione idrogeologica effettuati negli ultimi anni (recentemente si sta manifestando in tutta la sua gravità la frana di Mercatello, alle porte del borgo) per porre un freno al degrado di Civita di Bagnoregio, la “città che muore”.
Si tratterebbe di eseguire una serie di attività nel seguito accennate (ma che devono trovare la risposta dagli studiosi chiamati a conferire in questo convegno):
a) verificare la necessità di effettuare studi geologico-tecnici, idrogeologici, geomorfologici, pedologici, vegetazionali, sul colle e sul bacino calanchivo di Civita, laddove alcuni aspetti non siano stati ancora esplorati a sufficienza, in modo da potere preparare, sulla base dei risultati, un progetto di risanamento che tenga conto dei vari fattori in gioco; tale progetto onnicomprensivo sembra che non sia stato effettuato in passato, in quanto i vari problemi sono stati esaminati separatamente e non in una visione d’insieme;
b) prendere come esempio i lavori di consolidamento di centri urbani la cui situazione geologico-tecnica e geomorfologica è molto simile a quella di Civita, come Todi, Orvieto, e altri centri urbani della Basilicata, realizzati da qualche tempo, che hanno dato esiti soddisfacenti; altri esempi da prendere in considerazione, a proposito della stabilizzazione dei bacini calanchivi, sono quelli San Marino, Reggio Emilia, o quello più antico di Brisighella, per non parlare di quelli della Basilicata;
c) nell’attesa dei risultati di un studio realizzato secondo i criteri sopra espressi, del relativo progetto e delle opere di bonifica conseguenti, realizzare appena possibile interventi cantierabili allo scopo di almeno rallentare i rapidi processi geodinamici in atto; importante è a questo riguardo la problematica del deflusso dell’acqua nei riguardi della stabilità geomeccanica, con particolare riguardo alle acque pluviali e alle fognature, che interessano sia la placca rigida che le argille plastiche.
Viene subito alla mente il processo decisionale che si è attuato a proposito di alcune situazioni analoghe a questa, per esempio quelle relative a Orvieto e a Todi, dove lo Stato si è adoperato emanando una apposita legge speciale sulla salvaguardia delle due città, che attualmente risultano consolidate dopo ingenti lavori di protezione idrogeologica.
Il convegno viene preceduto da una visita guidata, che si terrà la mattina, al “Museo geologico e delle frane” di Civita, a cura della Associazione GeoTeverina. Nella stessa mattina si prevede una visita guidata alle aree franose che circondano il Colle di Civita (Mercatello, ecc.), a cura di ISPRA, Servizio Geologico d’Italia.
Si prevede di pubblicare gli ATTI del Convegno come Supplemento in formato pdf alla rivista trimestrale della SIGEA “Geologia dell’Ambiente”, liberamente scaricabili (vedasi precedenti in www.sigeaweb.it, Sezione PUBBLICAZIONI/Supplementi)

sabato 10 ottobre 2015

PETIZIONE Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti



Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Tuteliamo le persone che vivono nelle zone agricole da Pesticidi e Diserbanti

Perché è importante

Art. 32 della Costituzione Italiana: “La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e
interesse della collettività…”


E’ ormai chiaro e scientificamente provato che l’esposizione ad alcuni pesticidi è associata a diverse forme di tumore, malattie neurogenerative e malattie neonatali. Numerosi dati suggeriscono inoltre che alcune di queste sostanze potrebbero danneggiare il sistema ormonale, il sistema immunitario e quello nervoso. Il principale mezzo di esposizione è l’alimentazione ma gli agricoltori, le loro famiglie e le persone che vivono in aree rurali dove si pratica l’agricoltura intensiva, sono i più colpiti dall’uso di pesticidi. Attualmente dalle normative vigenti, sono esplicitamente vietati solo i trattamenti in prossimità dei pozzi, mentre vi è un vuoto normativo per quanto riguarda i trattamenti in prossimità di abitazioni e giardini, eccetto sporadici regolamenti comunali che ovviamente valgono solo sul territorio del Comune che li ha emanati. E’ necessario che si introduca invece urgentemente una specifica normativa in caso di utilizzo di prodotti fitosanitari al fine di tutelare la salute di tutti e principalmente:
- rispetto di distanze di sicurezza non inferiori a m 50 dalle abitazioni e dai campi coltivati a produzione biologica;
obbligo di avvisare i confinanti almeno 72 ore prima di ogni trattamento (per evitare che i prodotti fitosanitari possano depositarsi sugli abiti stesi, intossicare chi mangia in giardino o addirittura i bambini che giocano all’aperto) edesposizione di cartelli che avvisino del pericolo in seguito ai trattamenti.
- regolamentazione per le strade di accesso ai fondi interclusi di almeno 5 metri di sicurezza (anche per quanto riguarda la costruzione di serre agricole) per ogni lato di strada interpoderale, ove tale strada fosse l’unica possibilità per accedere al fondo.
- introduzione di sanzioni severe per fare in modo che queste leggi vengano rispettate (ad esempio il ritiro del patentino e una pesante multa).
Come si evince anche dall’ultimo rapporto di Greenpeace, “Tossico come un pesticida”, i danni arrecati e arrecabili alla popolazione a causa di queste pericolose sostanze chimiche, sono gravissimi. Basterebbe comunque anche solo considerare il noto Principio di precauzione, vigente nell’ordinamento in forza dell’articolo 174 del Trattato UE, secondo il quale, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali, come la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non è invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.
La salute è un nostro diritto, sancito dalla Costituzione italiana…difendiamolo!

FIRMA: https://secure.avaaz.org/it/petition/petition_55b5ef34c8650/?copy